Undersound, l’associazione che fa rivivere gli ambienti della ex City Music

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Undersound, l’associazione che fa rivivere gli ambienti della ex City Music

Undersound, l’associazione che fa rivivere gli ambienti della ex City Music

Gli storici ambienti della vecchia City Music, a Vicopelago, sono stati teatro delle prove di moltissimi gruppi musicali lucchesi. Oggi – dopo essere stati per molto tempo abbandonati a loro stessi – quegli ambienti magici rivivono grazie alla volontà dei ragazzi dell’associazione Undersound, che hanno recuperato i locali attrezzando al meglio gli studi di registrazione e la sala prove.

 

Come e quando è nata l’associazione culturale Undersound?

L’associazione è nata a fine 2018, dopo un intenso lavoro di ristrutturazione e allestimento dei locali durato più di 6 mesi. L’idea è sorta quando abbiamo saputo che gli ambienti della ex City Music erano vuoti e sfitti da mesi. il pensiero che un posto così bello e utile per i musicisti del territorio rischiasse l’abbandono, ha fatto nascere in noi l’idea dell’associazione.

 

Come siete strutturati e qual è il vostro obbiettivo?

Siamo tre soci e amici appassionati di musica, con l’obbiettivo comune di condividere la nostra passione ed esperienza sul territorio. Vogliamo promuovere l’incontro e l’aggregazione di appassionati di musica, fornendo ambienti, strumenti e know-how per lo svolgimento delle attività dei gruppi musicali – sia professionisti che amatoriali – dalle prove di gruppo alla registrazione di demo e dischi.

 

C’è un legame con il passato abbastanza marcato, dato che avete sede negli storici locali della City Music: cosa significa tutto questo per voi?

La struttura è stata realizzata nel 2005 come un polo all’avanguardia per la registrazione e le prove dei gruppi musicali. È stata base di appoggio per i musicisti del Summer Festival e Summer Giovani e sono molti gli artisti importanti che sono passati di qua. Difficile trovare un lucchese che suona da qualche anno che non sia venuto almeno una volta a provare in queste sale con il proprio gruppo. Personalmente ricordo l’effetto che mi fece la struttura la prima volta che venni a provarci con il mio gruppo, ormai quasi 15 anni fa… ma purtroppo gli ambienti versavano in cattive condizioni, per via dell’età e per colpa di un allagamento subìto.

 

Come sono gli ambienti e che cosa c’è all’interno di Undersound?

Bisognava ridare dignità all’ambiente e riportarlo allo splendore iniziale. Abbiamo dovuto rifare le pavimentazioni ormai deteriorate dall’acqua, consolidare le pareti, ripristinare le insonorizzazioni. Abbiamo cercato di dare un look più moderno ma rispettando sempre il più possibile lo schema originale, data la sua buona qualità progettuale. Abbiamo attrezzato le sale e lo studio con attrezzature di qualità e il risultato finale è un ambiente bello, funzionale e professionale come ce ne sono pochi in tutta la Toscana e che si trova proprio qui da noi, a Lucca.

 

Che servizi offrite?

Le nostre attività principali sono il servizio di sala prove, attrezzate per i gruppi del territorio – sia professionisti che amatoriali – e i lavori dello studio di registrazione e Mastering dei miei due soci, Davide e Pamela. Inoltre, supportiamo l’attività dei musicisti con altre iniziative e siamo sempre aperti a collaborazioni con enti e per eventi sul territorio.

 

Come valutate la scena artistica e musicale nella nostra città?

Di musicisti a Lucca ce ne sono! È stato bello la scorsa estate, dopo il lockdown, veder tornare a suonare più persone di prima, nonostante la scarsa o quasi totale assenza di eventi live, come se la loro mancanza avesse riacceso la passione per la musica dal vivo, già in declino da tempo. Purtroppo la mancanza di “palchi” per le band su cui esibirsi scoraggia tutti, soprattutto chi è alle prime esperienze.

 

Avete spunti, critiche, suggerimenti o idee da suggerire a chi determina la vita culturale di Lucca?

Sarebbe bello se i Comuni reinvestissero di nuovo su quelle manifestazioni come i contest musicali per i giovani e i concerti all’aperto gratuiti, come quelli che si svolgevano al parco fluviale alcuni anni fa. Bisogna incentivare i più giovani a suonare insieme: inevitabilmente, ormai, nei locali suonano solo quelli più bravi, ma è difficile diventare bravo se non riesci mai a iniziare.