La via di Giulia: tra animali, sfumature vintage e simbiosi con la natura

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La via di Giulia: tra animali, sfumature vintage e simbiosi con la natura

La via di Giulia: tra animali, sfumature vintage e simbiosi con la natura

Giulia ha ventidue anni, ma è armata dello sguardo sicuro di chi conosce esattamente la direzione. A febbraio il vento invernale che sferza le guance inizia già a diventare più morbido. Quello che coltiva dentro, invece, la sposta da sempre verso una passione, la cura degli animali, inevitabile. Una di quelle venature profonde, incise nella genetica. Incastrata in una pozza di luce arancione rimescola i capelli rossi e ti fa accomodare nella sua vita.

“Sono al quarto anno di medicina veterinaria – confessa – ma ho questo amore per loro praticamente dalla nascita. Casa è sempre stata punteggiata da compagni a quattro zampe e mamma, di lavoro, fa proprio la veterinaria. Ammetto di provare verso di loro sentimenti viscerali. In alcune circostanze le amiche mi trovano quasi patologica – ride – ma le cose stanno così: non posso farne a meno”.

Piki, la sua West Highland White Terrier, la contempla pensosa mentre parla, poi la cosparge di effusioni. Giulia Giannecchini la porta ovunque sia possibile. Vive con lei un rapporto quasi simbiotico. “Gli animali, i cani in particolare, non ti giudicano mai. Danno tutto quello che hanno e non chiedono nulla in cambio. Lo so, suona come un cliché, ma di quante persone si potrebbe dire lo stesso?”. Il finale di “Io e Marley”, appena rievocato (se non lo avete ancora visto fatelo e preparate tonnellate di Kleenex) apre il campo a riflessioni che tritano il deficit emotivo di certi instagrammers: “Cosa consiglierei a chi sta pensando di prendersi un cane, un gatto o qualsiasi altro animale da compagnia? Anzitutto, di guardarsi allo specchio per chiedersi se si è davvero pronti ad assumersi questa responsabilità. Non stiamo parlando di soprammobili o di soggetti per le tue stories: devi essere conscio dell’impegno. Inoltre, è assolutamente sbagliato usarli per compensare eventuali carenze affettive. Infine: non chiedetegli di fare cose che non possono fare. Non sono persone, questa distinzione deve rimanere sempre netta, in primis per tutelare la salute mentale del proprietario”.

Piki e la montagna: what else?

Oggi, racconta dopo aver mitragliato i cicisbei che ingaggiano Pets soltanto per gingillarsi sui social, il mestiere del veterinario ha assunto connotazioni inedite. Lo scenario del vecchio professionista tuttologo è diventato semplicemente implausibile. Benvenuta, verticalità. “Per il veterinario classico – argomenta Giulia – lo spazio d’azione si è ridotto, ma ci sarà sempre un ritaglio, in una metropoli brulicante o in paesino di campagna, per esercitare con orgoglio. Adesso però vince chi si specializza. Le aziende, ad esempio, hanno aumentato la loro richiesta per la cura degli animali di taglia grande. Devo ammettere che la questione degli allevamenti intensivi può essere davvero un pugno nello stomaco. Noi però dobbiamo pensare che portiamo avanti una missione, quella di far stare bene gli animali, qualunque essi siano e ovunque si trovino”.

Il futuro, intanto, sta già per parcheggiare nel vialetto di casa. La portiera potrebbe aprirsi su una grande città. Addio, comfort zone. “Voglio conoscere cosa c’è oltre Lucca – rivela Giulia – perché questa città è bellissima, ma rischia di diventare una gabbia. Mi piacerebbe provare Milano, ma resto aperta ad ogni ipotesi. Ad ogni modo – precisa – intendo ritornare qua arricchita da esperienze, volti e conoscenze nuove”.

La pandemia in corso è un banco di prova granitico per tutti, ma Giulia la sta fronteggiando circondandosi di vibrazioni positive: “Per fortuna ho un bellissimo rapporto con i miei genitori, riesco a sentire e a vedere quando è possibile le mie amicizie ed il mio fidanzato, non mi sento immobile. Ecco, gli animali da compagnia sono stati una risorsa salvifica per molte persone sole in questo difficile periodo”.

Giovane, appassionata, ambiziosa, Giulia ha anche dei difetti. Per esempio è iperattiva. “Scarico molto stress camminando in montagna o facendo arrampicate. Credo che sia un modo per ripulire il cuore e la mente: a contatto con la natura riesci a sentirti davvero”.

Quando può, inserisce un pezzo in sottofondo a lavorarsi la stanza: meglio se è musica Indie, ma comunque resta di larghe vedute: “Sono eclettica, ascolto di tutto, senza preclusioni. Negli ultimi tempi – racconta – mi sono avvicinata anche al mondo della fotografia, per ora soltanto nelle vesti di modella. Inizialmente ero convinta che si trattasse di una cosa frivola, ma ora so che mi sbagliavo: è un universo davvero affascinante”.

Giulia nelle vesti di indossatrice (Ph. Chiara Alessandri per Fat Mama Vintage)

Giulia si alza dalla panchina di legno e si stiracchia. Piki si muove scattosa in cerchio, mendicando attenzioni. C’è ancora spazio per infilare qualche ultimo tassello, prima di fluttuare via: “Da qualche anno ho iniziato a sposare lo stile vintage, sono diventata una cacciatrice di capi usati. È un modo per districarmi dal consumismo della grandi catene che, fino a qualche tempo fa, mi vedeva come vittima predestinata. Cosa mi direi se mi incontrassi appena maggiorenne? Di fare tutto, senza paura. Di non bloccarsi, che poi ci pensa già la vita ad apporre ostacoli sulla strada. La pandemia, sicuramente, ha amplificato questa convinzione”.

Foto: Chiara Alessandri per Fat Mama Vintage

Stylist: Antonio Chiocca