Francesca Matteoni e la sua scuola d’arte: ”Il Covid? Per chi vive d’arte è stato un anno difficile, ma da questo periodo possiamo cogliere insperate opportunità”

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Francesca Matteoni e la sua scuola d’arte: ”Il Covid? Per chi vive d’arte è stato un anno difficile, ma da questo periodo possiamo cogliere insperate opportunità”

Francesca Matteoni e la sua scuola d’arte: ”Il Covid? Per chi vive d’arte è stato un anno difficile, ma da questo periodo possiamo cogliere insperate opportunità”

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Francesca Matteoni, maestra d’arte e titolare della scuola d’arte di viale Castracani. Ci ha parlato delle sue esperienze di vita e di studio, della scommessa di aprire una storia d’arte per conto proprio e delle difficoltà passate in quest’ultimo anno di pandemia. Tuttavia – con un pensiero che ne evidenzia le ottime capacità imprenditoriali – Francesca ha messo l’accento sulle occasioni insperate che questo periodo ha offerto, occasioni che lei ha saputo cogliere e sviluppare.

Nome e Cognome? Età? Qualifica professionale e titolo di studio?

Mi chiamo Francesca Matteoni, ho 31 anni e sono maestra d’Arte in pittura laureata all’Accademia di belle arti di Firenze con lode.

In cosa consiste il tuo lavoro e come è nata questa passione?

Nel mio lavoro gestisco alcune classi di disegno e pittura composte da allievi di ogni età dai 14 in su. Chiunque può partecipare, non occorrono basi o diplomi, anzi si viene appositamente per imparare! Ecco perché i principianti assoluti sono sempre i benvenuti, e infatti il numero maggiore dei partecipanti rientra proprio in questa categoria. Faccio questa precisazione perché il mio lavoro di maestra d’arte consiste proprio nell’insegnare a riprodurre su carta ciò che si vuole, partendo da zero, o sotto zero come dichiarano spesso i nuovi arrivati!. Ogni anno imposto un percorso che va da settembre a giugno e che comincia allo stesso modo per tutti; poi col passare dei mesi, man mano che faccio la conoscenza dei miei allievi, personalizzo sempre di più il percorso. Questa è una materia sempre in divenire, ma se si può parlare di traguardi, il primo obbiettivo è rendere indipendente l’allievo nel saper maneggiare bene matite e carboni per portare il segno dove vuole lui. Dov’è e quando è nata questa passione? è nata dal mio percorso di vita, è nata dal mio innato amore per il disegno, infatti  da che mi ricordo mi è sempre piaciuto disegnare.

Cosa ti piace del tuo lavoro? Da quanto tempo lo fai e perché?

Del mio lavoro mi piace il fatto di poter condividere ciò che mi appassiona con le persone. Gli argomenti che tratto sono sempre molto fraintesi, nel senso comune del termine, e mi fa piacere approfondirli e sviscerarli con chi ha voglia di immergersi nel mondo del disegno dal vero e dell’arte in generale. Inoltre adoro vedere i risultati che otteniamo, insieme con i miei allievi, ed amo più di ogni altra cosa vederli soddisfatti e talvolta increduli di fronte a ciò che sono riusciti a creare con le proprie mani. Ho iniziato questa professione nel 2016, quando ho aperto un piccolo corso di disegno dal niente e quasi per gioco, senza sapere che sarebbe poi diventato la realtà che è oggi.

Parliamo un po’ del tuo percorso professionale. Come sei arrivata fino a qui?

Semplice: da un “da grande disegnerò i cartoni animati” sono passata da un “da grande disegnerò i fumetti”, per poi approdare alla pittura e al disegno dal vero. Ciò che ha segnato il mio percorso in modo significativo e che poi mi ha aperto le porte del mondo dell’arte è stato senz’altro l’incontro fortuito con il mio maestro di pittura all’accademia di Belle Arti di Firenze: Adriano Bimbi. Da quei giorni nostalgici, passati intorno ad un tavolone logoro ad ascoltare quest’uomo e a disegnare, si è formata in me una conoscenza che non potrà mai essere spiegata fino in fondo con le sole parole. L’arte è mestiere di pratica e solo con la pratica la si può realmente comprendere. Ai miei allievi dico sempre che nessuno mi ha mai comunicato le nozioni che io traduco in parole per loro, nessuno. Il mio insegnamento è la messa in teoria di una lunga pratica, che all’inizio ha stupito pure me perché finché non mi ci sono trovata non ero conscia di sapere così tanto! Come dicevo prima, ho iniziato questo lavoro aprendo un corso di disegno da sola partendo da zero. Ho provando a mettermi in gioco, non sapevo cosa ne sarebbe venuto fuori in meno di 3 anni! In quel momento la mia vita aveva preso una piega un po’ inaspettata, che mi aveva costretto ad allontanarmi dalla mia passione principale: il disegno. Così mi sono inventata un corso mio, piccolo, in una strana bella stanza nel centro storico di Lucca. Da quel momento iniziale, con circa 5 studenti, il numero è cresciuto fino a 10, poi 15, poi 22, fino ai 50-70 studenti mensili di oggi. Ho capito così che stavo facendo qualcosa che aveva davvero un valore per le persone e questa è stata la vera spinta a “fare di più”.

Come si chiama la tua scuola e dove si trova?

“Scuola d’Arte Lucca” è la mia piccola grande realtà, dove facciamo incontrare l’arte ad un pubblico di amatori principianti assoluti e non solo! Lo studio si trova oggi in viale Castracani 93, a cinque minuti a piedi da Porta Elisa, fuori dal centro storico di Lucca.

Cosa vuol dire mettere su una scuola da zero? Che tipo di impegno è essere imprenditrice?

Bella domanda! Quello che ci vuole per mettere su una scuola da zero è semplicemente la voglia di farlo! Ho iniziato veramente da zero, costruendo i cavalletti da sola con il prezioso aiuto di mio padre, che quando si parla di lavori pratici è un mago! Poi ho cercato una stanza in affitto, trovando i miei studenti completamente da sola! All’inizio avevo pensato di rivolgermi a realtà già esistenti sul territorio per affittare una stanza già fornita, ma nessuno ha mai voluto darmi udienza. Quindi cui ho lasciato perdere e ho fatto tutto da sola: col senno di poi so che è stata la scelta migliore in assoluto. Una volta capito che “ce la potevo fare” ho proseguito, affrontando a volte scelte coraggiose (come quella di trasferirmi a vivere a Firenze) ed ampliando sempre di più l’offerta di corsi e workshop. Una grande spinta è arrivata anche dalle persone meravigliose che ho incontrato come allievi durante questo percorso. Mi sento davvero fortunata ad aver avuto il loro incoraggiamento costante, soprattutto da parte di coloro che sono rimasti con me per diversi mesi, coi quali condividiamo ricordi di uscite per musei e montagne, di disegni e grandi mangiate! Infine – lui dice di no ma io garantisco di si – senza il grande sostegno del mio compagno sono sicura che non avrei fatto tutto questo, o almeno non così. I momenti di scoraggiamento non sono mancati, e dopo questa pandemia posso senz’altro affermare di essere più determinata che mai. Dopo il 2020 – con covid, partita iva e prima gravidanza – sento di poter fare qualsiasi cosa! Per quanto riguarda l’essere imprenditrice – se così si può dire – è un’esperienza un po’ controversa. Lo preferisco senz’altro al così detto “posto fisso italiano”, che non mi rispecchia per la relazione con il senso di responsabilità e la voglia di crescere anche a livello professionale. In un certo senso credo che quello che faccio sia un lavoro con più possibilità di variazione, che mi permette di crescere e confrontarmi con realtà che considero più grandi di me. Mi stimola ad affrontare il mondo afferrando la realtà a piene mani. Dall’altro lato è molto oneroso perché il sistema in cui è inserito è gravoso di burocrazie non più accettabili nel 2021. Inoltre, dopo quest’anno difficili, mi sono resa conto più che mai dello scarso valore che il nostro Stato dà all’imprenditoria, di quanto siamo lasciati a noi stessi. Come se non bastasse, l’essere una giovane donna spesso ha portato l’interlocutore del caso a trattarmi con poca serietà e troppa familiarità.

Quando, come e perché hai capito che fosse quella la tua strada?

Il bello di questa strada è che non è nata di punto in bianco da una netta decisone ma si è insinuata tra le difficoltà, aprendosi un po’ alla volta ma ben direzionata. Tutt’oggi sto ancora sviluppando la Scuola continuando a bollire in pentola novità.

Hai altre passioni? Se sì, quali?

Lo yoga è senz’altro un interesse che mi ha accompagnata per qualche anno. Pratico ancora, ma più sporadicamente perché ho deciso di dare priorità ad altro. Inoltre amo viaggiare per la nostra Toscana, scattando foto e raccontando della vita qui in un blog/pagina Instagram che si chiama “Me & Tuscany”.

Il momento più significativo della tua carriera?

Per rispondere a questa domanda voglio citare l’episodio che mi è subito venuto in mente. Non segna grandi conquiste apparenti, ma per me è stata una piccola e grande conferma e un incoraggiamento significativo.  A marzo 2020 ho seriamente temuto di perdere tutto il lavoro fatto fino a quel momento, ho temuto di non avere le risorse per ripartire di nuovo. Capiscimi, non era una paura soggettiva ma un timore reale, basato su dati e numeri reali. Ho risposto raccogliendo tutte le forze che avevo dentro di me e, in 2 giorni – insieme a Debora la mia preziosissima collega e “braccio destro”- ho trasferito tutta la scuola online, dove siamo rimasti per tutto il lockdown. Unitamente a questo, visto il momento grigio per tutti, mi sono messa a creare contenuti gratuiti per i miei allievi, tra cui piccole video lezioni di disegno e video tematici di storia dell’Aarte. Una volta tornati in presenza, un allievo di lunga data, in modo spontaneo, mi ha detto: “Vi siete date tantissimo da fare durante il lockdown. La gente si è fermata e incupita, e invece avete fatto un sacco di cose in più, siete state sul pezzo, davvero bravissime”. In quel momento ho capito che tutti gli sforzi che faccio sono davvero visibili, che alle persone arriva la passione e l’impegno che ci metto e che ciò che è stato creato non andrà nel dimenticatoio. Quello è stato un piccolo grande momento in cui mi sono metaforicamente stretta la mano da sola, e mi sono detta:“Brava Francesca, hai fatto il salto nel buio e sei stata ripagata, brava, ben fatto!” Da lì, qualcosa in me si è messo in moto, ho iniziato a credere davvero in me stessa.

Guardandoti indietro cambieresti qualcosa?

Oh si, toglierei le paure frenanti che hanno solo rallentato ciò che doveva essere. Anche se so perfettamente che per toglierle dovrei fare esattamente ciò che ho fatto! Per cui, nel guardarsi indietro, più che cambiare il passato voglio prendere spunto per allungare il passo nel presente.

Come ha inciso il covid sul tuo lavoro?

Come ti ho anticipato, ho avuto davvero paura, ma col senno di poi è stata una grande opportunità per esplorare un modo nuovo di fare lezione, che continuerò ad usare parallelamente al ritorno in presenza. Mi sento molto fortunata per aver vissuto questa situazione, perché senza non avrei mai capito le potenzialità dell’online, sia per noi insegnanti che per gli allievi che non ci possono raggiungere. Davvero, nelle difficoltà si celano insperate possibilità.

In questo momento a cosa stai lavorando?

In questo momento sto lavorando alla crescita e all’accudimento – se così si può dire – di un cucciolo d’uomo! Ho avuto il mio primo figlio a gennaio, e dopo i primissimi mesi di full immersion adesso sto strutturando la “nuova vita” di mamma e lavoratrice in proprio. È un periodo davvero bello, la maternità dà grandi opportunità di coraggio e benessere, e intendo proprio nei confronti del lavoro. Tante novità sono alle porte, adesso c’è solo da capire fino a quanto durerà lo stato di emergenza attuale e quando ripartire alla grande in presenza.

Progetti futuri?                          

Sicuramente vorrei fare un ampliamento dell’offerta per quanto riguarda i corsi permanenti. La più grande difficoltà per me è trovare collaboratori validi. Inoltre ho in serbo nuovi workshop che non vedo l’ora di aprire, tra cui quello della tempera all’uovo in primissima edizione! Infine – covid permettendo – aprirò al pubblico estero, perché una città come Lucca merita davvero di essere esplorata anche con un’ esperienza all’insegna dell’arte.