Dalla passione per i videogiochi al lavoro all’estero per una multinazionale che li produce: Filippo Cosentino si racconta

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Dalla passione per i videogiochi al lavoro all’estero per una multinazionale che li produce: Filippo Cosentino si racconta

Dalla passione per i videogiochi al lavoro all’estero per una multinazionale che li produce: Filippo Cosentino si racconta

La sua filosofia di vita è sempre stata “andare dietro alle passioni, perché sono loro le principali responsabili delle nostre conquiste intellettuali e delle esperienze di vita”. E lui, Filippo Cosentino, 30 anni, questo principio lo ha seguito alla lettera, da una parte senza rinunciare al sogno di trasferirsi all’estero, dall’altra portando avanti l’amore per il mondo dei videogiochi.

Dopo la triennale in Marketing e Management della qualità a Prato e uno stage in un’agenzia pubblicitaria a Lucca, infatti, il desiderio di trovare un lavoro che congiungesse tutti questi aspetti si è ben presto trasformato in esigenza. Ma perché l’idea potesse diventare realtà, ci sono voluti ben 24 mesi di e-mail, colloqui e tentativi. “Sono partito cercando nuove opportunità online – racconta – ma, solo dopo due anni, si è concretizzata una possibilità a Francoforte, nata inizialmente con uno stage. ‘Una promessa di lavoro’, per dirla in breve, perché stava a me dimostrare quanto valessi e fare in modo che l’azienda credesse nel mio potenziale”.

In un primo momento, non è stato semplice. Non, certo, perché Filippo non meritasse quel posto, ma perché il passaggio da una realtà come quella lucchese a una città come Francoforte, si portava dietro tutta una serie di difficoltà economiche e organizzative a cui c’era da fare fronte. “Stare all’estero è un po’ più dura di quanto non mi fossi immaginato – spiega – Io sono stato sempre ottimista sul fatto di riuscire a cavarmela da solo, ma, soprattutto durante il periodo di stage, far tornare i conti non è stata una passeggiata”. Partito con in tasca un po’ di risparmi e la voglia di mettersi in gioco, ben presto infatti si è palesata la necessità di cercare un secondo lavoro come Barkeeper in un ristorante vietnamita per far quadrare i bilanci. “Al punto che, spesso, facevo intere settimane senza staccare nemmeno un giorno. Una volta ambientato, però ho capito quanto sia stimolante trovarmi all’estero, in un ambiente multiculturale come Francoforte e le città vicine. Dopo un primo periodo complicato, adesso ho trovato la mia dimensione”.

Dallo stage alla Keen Games al contratto prima a tempo determinato e poi indeterminato come assistente al marketing della società multinazionale Blue Byte, che produce videogiochi e giochi elettronici, il passo è stato breve.

Trasferitosi di nuovo, da Francoforte a Magonza, oggi per la Blue Byte – che ha prodotto fra gli altri Anno 1800 e The Seattlers – Filippo si occupa di diversi aspetti della gestione societaria legata al marketing. “Ad esempio, la conduzione periodica di indagini di mercato e analisi qualitative e quantitative sul prodotto, sulla concorrenza, sulla soddisfazione del cliente, attività promozionali, come campagne immagine volte ad aumentare la notorietà del prodotto stesso, monitoraggio di offerte e servizi, gestione e controllo del budget dedicato al marketing e altro ancora. Un ruolo che mi consente di toccare con mano tutti gli aspetti aziendali del fare impresa che è poi quello che mi interessa”.

Un progetto che Filippo porta avanti da ormai quattro anni e di cui va molto fiero. “Mi piace il tipo di azienda in cui lavoro e credo nel prodotto – afferma – Sono un grande fruitore e sostenitore del format videoludico. Credo che questo sia tranquillamente equiparabile ad altre esperienze come libri e film”.

In questo momento, Filippo ha appena concluso la road map annuale delle espansioni in uscita quest’anno, ossia una lista di scadenze e obiettivi prefissati dal direttivo. “Personalmente mi sto occupando anche di altri progetti – aggiunge – perché mi interessa avere sempre qualche spunto da affiancare al lavoro principale. Per esempio, adesso mi sto occupando di una localizzazione in italiano di un altro videogioco estero e, in più, gestisco già da un po’ una community di Dota 2 Italia”.

Una strada in ascesa, fatta di obiettivi, prospettive e nuovi propositi. Ma quando gli chiediamo il momento più significativo della sua carriera, Filippo risponde con l’umiltà e la consapevolezza di chi si è guadagnato tutto da solo. “Aver conquistato la fiducia dell’azienda, che si è poi concretizzata in un tempo indeterminato, beh, questo già mi fa piacere, ma non lo considero un traguardo. Il percorso è ancora molto lungo, per cui mi basta che il mio capo mi dica che ho fatto un buon lavoro e già quello per me è un momento significativo”.

Fra mille passioni – dalle barche alle regate sui velieri storici, fino alla natura, passando per la tecnologia e la filosofia – il futuro di Filippo è ancora tutto da scrivere. “In generale, mi faccio trascinare volentieri dalle occasioni che mi capitano – spiega – Non in maniera passiva, s’intende. Ci ragiono sopra e, se le ritengo convenienti, allora le seguo, pronto anche a stravolgere la mia vita. Sicuramente, fra i progetti a lungo termine c’è quello di accumulare un’esperienza aziendale tale da poter, un domani, tornare in Italia e aprire una mia impresa dedicata al mondo dell’entertainment e dell’informazione pulita, come quella dei documentari”.