Susanna Pieri: “La mia vita dedicata alla danza fra amore, passione e insegnamento”

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Susanna Pieri: “La mia vita dedicata alla danza fra amore, passione e insegnamento”

Susanna Pieri: “La mia vita dedicata alla danza fra amore, passione e insegnamento”

Quando le chiediamo del suo lavoro, in realtà, capiamo subito di non averle posto la domanda corretta. Perché per Susanna Pieri, classe 1988, la danza non è solo un mestiere, ma un vero e proprio amore. Uno di quelli che capitano raramente nella vita e che, non tutti, hanno il privilegio di vivere.

“Sono una danzatrice freelance, insegnante di danza contemporanea e danza classica e coreografa emergente”, ci dice. Ma Susanna è molto di più perché chi, tutti i giorni, ha l’opportunità di generare arte e metterla al servizio degli altri, ha la capacità innata di smuovere l’immaginazione, di parlare al mondo con un linguaggio universale, di far crescere intere generazioni. “Come insegnante di danza trasferisco nozioni teoriche e pratiche sulle discipline che insegno, ma descrivere così questa attività, sarebbe riduttivo – spiega – Agli allievi si danno insegnamenti di vita, si insegna la bellezza dell’arte e della cultura, la consapevolezza di aggiungere bagaglio culturale ogni volta, si insegnano il rispetto e la disciplina, la tenacia, il duro lavoro per raggiungere gli obiettivi. Una serie di fattori che valgono per ogni sfida che affronteranno”.

Un ruolo che ha anche una funzione educativa. Un impegno che corrisponde a una vocazione. Una passione che è quasi un’elezione. “Amo tutto ciò che il mio lavoro mi restituisce ogni giorno: amo finire tardi la sera, amo i momenti di creatività che non posso fermare o reprimere, amo tornare a casa e continuare a lavorare, amo vedere i progressi e i risultati dei ragazzi a cui insegno, amo i dolori muscolari e articolari (che sono tanti e più cresci e più si sentono)”.

A sentirla parlare, la sua determinazione, la consapevolezza, la cura e la dedizione rimandano una sensazione totalizzante. “È bellissimo sapere cosa si può fare con il nostro corpo – prosegue – come si può modificare in base alle performance o alle richieste dei coreografi. Che meravigliose forme può assumere e cosa si può esprimere senza parole. Perché la danza è espressione di corpo e movimento”.

Qualcosa che fa parte di lei dal lontano 1992, quando per la prima volta chiese ai genitori di iscriverla a una scuola di danza. “Avevo voglia di conoscere questo mondo fin da piccola” racconta. E, come se fosse una strada già segnata, Susanna non se ne è mai più allontanata. “Nel 2002 sono stata ammessa al Teatro Nuovo di Torino. Nel 2009-2010 ho continuato la mia formazione al Balletto di Toscana. Dopodiché ho iniziato a girare in Italia per continuare la formazione e provare audizioni per compagnie. Ho lavorato per importanti opere teatrali e compagnie di danza contemporanea del panorama nazionale (per citarne alcune: DNALaB – direzione Martina Barbi, Fridamodanza – direzione Monica Donati, DCE Danzitalia – direzione Luciano Cannito, E.Esperimenti dance Company, Oniin Dance Company – direzione Daniela Rapisarda, Lost Movement – Nicolò Abbattista e Christian Consalvo). Ho lavorato in televisione per pubblicità, programmi televisivi e videoclip per musicisti e cantanti, performance per mostre d’arte contemporanea”.

Una vita dedicata alla ricerca, alla formazione, al portare davanti agli occhi del suo pubblico emozioni, sentimenti, ritmi e stati d’animo. Una storia fatta di libertà e di fatica, di preparazione e di magia, di disciplina e sacrificio che oggi Susanna trasmette ai suoi allievi come una vera e propria guida. “In questo momento mi sto dedicando alla crescita artistica e tecnica dei miei ragazzi e ad alcuni progetti con una compagnia giovanile di danza che si chiama Soul Dance Junior Company creata insieme a Serena Colotti. La compagnia giovanile ha il compito principale di dare la possibilità a giovani talenti del territorio di poter fare esperienze di performance e palcoscenico, al fine di essere introdotti, più pronti e preparati, alla carriera da danzatori. Stiamo lavorando ad un nuovo progetto che speriamo di portare in scena sul territorio appena riapriranno i teatri e gli spazi performativi. Incrociamo le dita che questo possa succedere molto presto”.

Il suo settore, del resto, è fra quelli più colpiti dalle misure di contenimento dovute alla pandemia. “Come danzatrice, ha inciso in maniera totalitaria – racconta – La mia ultima performance risale al 29 febbraio 2020. Come insegnante ha inciso comunque al 60% sull’attività di formazione. I ragazzi sono demotivati e saturi della DAD. Quello che ha fatto la pandemia è stata comunque una selezione naturale fra chi ha passione e voglia di imparare e chi lo faceva tanto per fare una attività fisica. Che non è sbagliato, ma è fuorviante in quanto la danza si avvicina alla attività sportiva, ma è un’arte e non uno sport”.

Un’arte, appunto “che dà un senso ogni mattina al tuo risveglio – prosegue – Vivere d’arte significa respirare cultura nelle tue giornate, essere consapevole che ogni giorno accresci il tuo bagaglio. Io desideravo che la mia passione diventasse la mia professione. Sognavo questo e sogno ancora in grande”.

E anche se, qualche volta non è stato semplice far capire questo alle persone, Susanna non ha mai smesso di credere che fosse quella la sua strada. “Ho sempre saputo di voler vivere di arte, di danza, di teatro di cultura”. E anche se ci sono stati momenti in cui non è stato semplice, oggi, guardando indietro, non cambierebbe niente.

“L’unica cosa che non mi precluderei è un percorso creativo e di stimolo all’estero. Ma questo non significa che bisogna andare all’estero per lavorare nel mondo dell’arte. In Italia è più difficile, ma non impossibile – afferma – Sono convinta che prima o poi si capirà il potenziale dell’arte e della cultura italiana, dei talenti che abbiamo nel nostro paese e di come potranno fare PIL in Italia e non all’estero”.

Su questo, Susanna è molto chiara e tiene a lanciare un messaggio ai più giovani. “Ragazzi, non abbiate paura di sognare in grande. Siate diversi dalla massa, estranei alla banalità, non siate cloni di una società che resta ferma a guardare”.

Lei stessa, infatti, parlando dei suoi progetti futuri si illumina: “Sono tanti, folli e sognanti… in un mondo dove l’arte, la danza e il teatro, la musica, la pittura e la scultura sono rispettati e amati. Ho ancora tanta strada da fare e tanto da imparare, da dare, da donare”.