Dal lavoro dietro al bancone a quello davanti all’obiettivo: Nicola Vannucchi racconta la sua vita da youtuber

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Dal lavoro dietro al bancone a quello davanti all’obiettivo: Nicola Vannucchi racconta la sua vita da youtuber

Dal lavoro dietro al bancone a quello davanti all’obiettivo: Nicola Vannucchi racconta la sua vita da youtuber

Lo scorso inverno, eravamo soliti vederlo fuori dai locali lucchesi più conosciuti, armato di videocamera e di microfono. Quando ancora il Covid non era nemmeno fra i nostri pensieri, intorno al suo cavalletto si riunivano capannelli di ragazzi curiosi, pronti a rispondere con sincerità alla sua lista di irriverenti domande sul sesso. Lui è Nicola Vannucchi, 35 anni, youtuber, videomaker professionista e content creator e, nei mesi passati, con il suo progetto “L’almanacco del cuore” è riuscito a far crollare quel muro di imbarazzo e di resistenza che spesso si aggira intorno al sesso, mettendo in piedi “un vero e proprio esperimento sociale”. Il risultato? Ha sorpreso anche lui. Nessun lucchese si è tirato indietro, ma anzi, a colpi di risate e occhiatine, cento persone – cinquanta uomini e cinquanta donne – si sono fatte intervistare per il suo canale Youtube “Quello dei video”.

“Un modo per esorcizzare un tabù” – dice e, forse, più o meno consapevolmente, abbattere il cliché della mentalità lucchese, per molti chiusa e un po’ bigotta.

Un’ardua impresa che, in realtà, è solo una fra i tanti progetti che Nicola Vannucchi sta portando avanti. “Il mio lavoro consiste nel pensare, creare, realizzare, montare video e contenuti per il web – spiega – Oggi faccio questo per una catena videoludica che si chiama On Game, ma nell’ultimo anno ho intrapreso anche un percorso indipendente”.

Una direzione imboccata un po’ per caso. Una di quelle vie che percorri, quasi incoscientemente, senza sapere se si tratterà di un vicolo cieco o della strada maestra. Eppure, complice la sua capacità di stare al pubblico e la sua passione per il mondo dell’informatica e dei videogame, quello che all’inizio riteneva un sistema “vittima del qualunquismo”, è diventato il suo lavoro.

“L’amore per l’informatica mi accompagna dai 15 anni – racconta – Ero un nerd stereotipato, quando ancora esserlo non era una moda, ma un’offesa”, ride. “Nonostante questo, il concetto dello youtuber non solo non mi apparteneva, ma addirittura non mi piaceva per niente perché pensavo che chiunque, senza avere particolari conoscenze o qualcosa da dire, potesse fuorviare l’opinione altrui”. Poi, come spesso accade nella vita, un bivio gli ha fatto cambiare idea. “Lavoravo al pubblico in un negozio di videogiochi, quando mi hanno chiesto, sostanzialmente, di provare a fare quello che facevo dietro al banco, ma davanti alla webcam”. Una nuova sfida a cui, Nicola, non ha detto di no. In pochissimo tempo ha acquistato la sua prima telecamera, il microfono e ha iniziato a studiare le basi del montaggio video.

Da lì, fra obiettivi e traguardi raggiunti, la lista di successi si è allungata facilmente, fino ad arrivare a collaborare con Nintendo e con Sony.

“C’è chi dice, ama il tuo lavoro e non lavorerai mai un giorno della tua vita. Beh, per me è proprio così. Da quattro anni, io non stacco mai – afferma – Eppure, non mi fa fatica perché è un lavoro creativo, è divertente, e perché, quando interiorizzi le dinamiche che ci stanno dietro, comprendi che, quella che stai compiendo, è una vera e propria forma d’arte”. Non diversa, a suo avviso, da quella di un musicista, di un regista o di un disegnatore, ma semplicemente espressa con strumenti, supporti e linguaggi diversi.

E questo, chi lo segue, lo sa. Intorno a lui, infatti, si è creata ormai una community che è quasi una grande famiglia. Nicola ne ha avuto la conferma durante il lockdown, quando il suo appello, ha smosso così tante persone da lasciarlo senza parole (il che, per chi lo conosce, è tutto dire). “In quel momento, mio padre non stava moralmente bene – spiega – così ho pensato di chiedere un videomessaggio ai miei utenti per fargli sentire la vicinanza e il calore umano anche in una fase in cui la distanza faceva da padrona”.

I suoi followers hanno risposto in coro. “Sono stati tantissimi. Fra loro anche alcuni comici di Colorado Cafè che mi seguivano senza che io lo sapessi. Con quel gesto, mi sono reso conto che, intorno a me, ho davvero tanta gente con il cuore grande”.

Del resto, in qualche modo, anche lui sostiene la sua community social con i suoi contenuti, cercando di toccare ogni volta argomenti in cui possa riconoscersi. “Per esempio, ho realizzato video inerenti all’autostima e al bullismo, tramite i quali le persone hanno iniziato a scrivermi in privato anche dettagli personali. Questa è la cosa che più mi dà soddisfazione, il fatto che le persone abbiano visto in me qualcuno di cui fidarsi”.

E anche se, nel tempo, qualcuno se ne è approfittato, Nicola dice di aver imparato dagli errori. “Guardandomi indietro, l’unico rammarico è evitare di offrire troppo a chi non merita. Nel mio lavoro ci metto il cuore, ma sono stato dato tanto per scontato e la cosa mi ha deluso dal punto di vista umano. Adesso però ho imparato a dosarmi”.

Del resto, Nicola, è uno che sa cosa vuole e, posto un obiettivo, si impegna per raggiungerlo con studio e con impegno, cogliendo tutte le opportunità che la vita gli presenta davanti. È quello che ha fatto anche in tempi di Covid, quando ha deciso di specializzarsi sempre di più nello streaming live e nelle regie, senza lasciare indietro anche altri progetti: dal lavoro per la catena On Game, a quello per Jolly Giochi, passando per Vodafone Lucca, fino ad arrivare alle novità che presto sarà possibile trovare sul suo canale Youtube, come “Exit”, ossia una serie di sketch che raccontano la storia di una coppia separata.

Le idee, di certo, non gli mancano. Presto ne vedremo delle belle.