Alberto Olivieri, dalla pubblicità della Vespa alle fotografie di Del Piero: «Il mio lavoro, qui a Barcellona, è ogni giorno una storia diversa»

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Alberto Olivieri, dalla pubblicità della Vespa alle fotografie di Del Piero: «Il mio lavoro, qui a Barcellona, è ogni giorno una storia diversa»

Alberto Olivieri, dalla pubblicità della Vespa alle fotografie di Del Piero: «Il mio lavoro, qui a Barcellona, è ogni giorno una storia diversa»

«Il mio percorso professionale è, più che altro, una storia di vita. Ho semplicemente avuto la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto e di stare al posto giusto al momento giusto. Il tutto accompagnato da tanta determinazione e perseveranza».

Comincia così Alberto Olivieri, 30 anni, un diploma al Liceo d’Arte Passaglia, vari corsi di specializzazione all’attivo e attualmente studente all’Università di Barcellona alla facoltà di “Storia, Storia dell’Arte e Geografia”. Lo raggiungiamo proprio mentre si trova nella città della Sagrada Famìlia dove, da anni, lavora come fotografo, artista digitale, artista 3D e ultimamente anche come videomaker.

Prima di arrivare qui, di strada ne ha fatta tantissima.

«Tutto ha avuto inizio dopo il diploma, nel 2019, – racconta – Cercando un’indipendenza economica, accettavo qualsiasi impiego mi venisse proposto. Fino al 2010, quando ho avuto la fortuna di conoscere i titolari dell’agenzia FuoriSede che mi hanno offerto uno stage. Grazie a questa esperienza, ho conosciuto Marco Pignatelli, fotografo e illustratore, con cui ho siglato il mio primo contratto in questo settore». Due anni di scoperta, ma anche di fatica, in cui Alberto si è diviso fra lo studio fotografico durante il giorno e il lavoro da cameriere alla sera. Fino al 2013 quando, spinto dal desiderio di imparare l’inglese, ha acquistato il biglietto aereo per l’Australia.

«Un anno dopo, le cose erano cambiate – afferma – ma non la passione per la fotografia. Tornato in Europa con direzione Barcellona dove viveva la mia ragazza di allora, senza conoscere un briciolo di spagnolo, portavo con me un grande sogno: quello di poter lavorare a Garrigosa Studio, uno dei migliori studi fotografici del mondo». E poiché a sostegno del talento, serve sempre un pizzico di fortuna, è stato il destino a scegliere per lui. «Il caso ha voluto che, il giorno prima che inviassi il curriculum, senza avere troppe speranze, si fosse licenziato un ragazzo – spiega Alberto – Mi sono presentato al colloquio con uno spagnolo pessimo, ma tanta voglia di fare. E ora sono sette anni che lavoro dentro questo fantastico studio».

Uno studio di fotografia pubblicitaria, specializzato nella creazione di immagini di prodotti e nella promozione ai fini di vendita. «Di cosa ci occupiamo? In sostanza, le agenzie pubblicitarie ci contattano con delle idee per vendere prodotti e noi dobbiamo riuscire a creare un’immagine da un concept, finalizzata alla promozione del prodotto stesso».

Un lavoro stimolante, secondo Alberto, grazie al quale riesce costantemente a mettersi alla prova. «Qualsiasi proposta arrivi nel nostro ufficio, è sempre diversa dalla precedente – afferma – Solo per fare qualche esempio, abbiamo fotografato personaggi famosi come Del Piero, Messi o Andy Garcia. Ma anche animali, da struzzi, cammelli, maiali a cani e gatti. Abbiamo fotografato modelli sott’acqua, o su un tappeto elastico per immortalarli in aria. Insomma, ogni giorno è una storia diversa».

E infatti, fra i momenti migliori della sua carriera, ce ne racconta due, che si traducono in emozione, entusiasmo e soddisfazione. «Il primo è stato quando, passeggiando per Barcellona, ho trovato, stampata su un autobus, una pubblicità che avevo realizzato io. Il pensiero che le persone stessero guardando un’immagine creata da me, mi ha riempito il cuore. Il secondo, è stato fare la pubblicità della Vespa: in una settimana sono volato a Los Angeles per fotografare Del Piero, uno dei miei idoli fin da piccolo, e poi direttamente a Roma per fotografare diversi modelli e, infine, sono rientrato a Barcellona per fare la post-produzione delle immagini. Tornato a casa, non potevo credere di essere arrivato così lontano da avere vissuto un’occasione del genere».

Sentirlo parlare è un’esplosione di amore e di passione, ma anche di umiltà e riconoscenza. «Ho percorso la strada che mi sono trovato davanti, tenendo sempre fermo un principio: se devo rinunciare a stare vicino alla mia famiglia, ai miei amici e alla mia città, deve essere per qualcosa che mi faccia stare meglio, per qualcosa che meriti questo sacrificio».

Insomma, deve valerne la pena. Ed effettivamente, ad ascoltare la sua storia, sembra proprio che abbia tenuto fede a questo patto con se stesso. Anche se, ricostruirsi in una nuova città, è stato forse l’aspetto più difficile delle sue scelte.

«Come in tutte le cose, ci sono vantaggi e svantaggi- sostiene – Il vantaggio è che hai l’occasione di ricrearti una vita, ripartire da zero senza che nessuno ti conosca e abbia alcun giudizio nei tuoi confronti. Lo svantaggio, invece, è che non sei nessuno. Nessuno ti conosce e nessuno ha interesse a conoscerti, perché tutti hanno la loro vita ben organizzata e strutturata della quale tu, ancora, non fai parte. Questo molte volte fa sentire soli ed abbandonati. Nonostante tutto, con il tempo, si creano relazioni e vincoli bellissimi ed un giorno finisci per passare il Natale o la Pasqua con quel gruppo di amici che, piano piano, diventa la tua famiglia all’estero».

Coraggio, forza di volontà, determinazione e fiducia hanno fatto il resto, anche se non è sempre stato facile. «In uno dei momenti di crisi dovuto alla lontananza da Lucca che è – e sempre sarà – casa mia, mia madre mi disse una frase che non potrò dimenticare: ‘le cose più importanti nella vita sono la famiglia (parenti e partner), gli amici e quello a cui ti dedichi!’».

E queste cose, con il tempo, Alberto è riuscito a ritrovarle – una ad una – anche a Barcellona, quella città che lui descrive come “una metropoli con le dimensioni di paese”. «Per fare un esempio, una volta all’anno, ogni quartiere organizza una festa, durante la quale tutti i vicini scendono in strada per mangiare insieme e conoscersi meglio… un po’ come le sagre di paese. E poi che dire dei tantissimi musei e delle opere di teatro, club culturali, workshop di qualsiasi genere, sport e attività. Qualsiasi cosa ti venga in mente, puoi trovare qualcuno con cui condividerla. Personalmente penso che in Europa, Barcellona sia una delle città migliori per vivere, grazie alla natura che la circonda e a un ritmo di vita poco stressante».

Spunti che, Alberto, apprezza anche per le sue innumerevoli passioni. «Ne ho davvero tantissime, fin troppe, direi. Principalmente amo fare sport e attività nella natura. Fortunatamente Barcellona offre diverse possibilità del genere, dal trekking sulle montagne limitrofe, al volley in spiaggia, per esempio. Non ti annoi mai. Inoltre, sono innamorato della cultura, anche grazie alla quantità di eventi a cui ho l’opportunità di partecipare vivendo qui e ai musei da visitare che la città offre».

Per quanto riguarda i progetti futuri, Alberto ne ha uno su tutti che racchiude l’amore per le sue radici. «Riuscire a venire più spesso a Lucca. La cosa positiva della pandemia è che ha dimostrato che possiamo lavorare da casa in determinate circostanze. Il mio obiettivo sarebbe riuscire a fare qualche mese all’anno di smart working a Lucca, così da stare più vicino a mia madre e a mia sorella – conclude – E poi lì, ogni volta, è come essere in vacanza, ottimo cibo e compagnia, nel contesto di una bellissima città».